La Presenza in Biodanza

La Presenza in Biodanza: Laboratorio vivencial aperto a tutte e tutti domenica 21 giugno 2026 a Milano presso La Cordata in via Zumbini 6. Contributo per la partecipazione richiesto €20,00.
La presenza non è uno stato accessorio né una disposizione soggettiva minore, è una forma radicale di stare al mondo e, pertanto, è il modo in cui la vita si manifesta. In Biodanza, l’esistenza può dispiegarsi a diversi livelli di intensità, integrazione e senso. Esiste la possibilità di vivere l’esperienza in modo più pieno, in cui percezione, emozione e azione si articolano, dando luogo a una vivencia coerente e significativa. Questo è il livello della presenza.

Sviluppo concettuale

Nel suo sviluppo concettuale, Rolando Toro, creatore del sistema Biodanza, integra e rielabora contributi provenienti da diverse tradizioni del pensiero. Nell’opera di Jean Piaget trova l’idea dell’identità come processo relazionale, in cui il soggetto si costituisce nell’interazione con il suo ambiente. In Martin Buber riconosce la primazia del legame, spostando la nozione di un io isolato verso l’esperienza del “noi” come fondamento dell’umano. E in Emmanuel Levinas incorpora la dimensione etica dell’incontro faccia a faccia, in cui l’altro non solo interpella, ma inaugura una forma di responsabilità che rende possibile un’esperienza di senso che trascende l’individuale. A partire da queste influenze, Toro configura una propria comprensione della presenza come fenomeno relazionale, incarnato e generatore di identità.
Da questa prospettiva, la presenza, secondo Rolando Toro, acquisisce una doppia dimensione. Da una parte è etica: la capacità di essere realmente nel presente implica una forma di responsabilità, di attenzione e di cura. Non esiste etica senza presenza. Dall’altra è estetica: nella misura in cui il soggetto è presente, la sua esistenza si organizza, acquista coerenza ed esprime una forma di bellezza che non è decorativa, ma strutturale. Da qui si può affermare che la presenza è, in ultima istanza, l’unica cosa che conta: non come slogan, ma come criterio di realtà. Ciò che accade in presenza, accade pienamente.
Il laboratorio vivencial “La presenza in Biodanza” si inserisce in questo quadro concettuale ed esperienziale. Il suo asse non è la riflessione astratta sulla presenza, bensì la sua esplorazione concreta come vivencia Attraverso il Sistema Biodanza, si cerca di generare le condizioni affinché i partecipanti possano accedere a quel livello di esperienza in cui l’identità può emergere in relazione, nel movimento e nell’affettività.

Chi Conduce

La conduzione sarà affidata a Viviana Toro Matuk, il cui percorso costituisce un riferimento fondamentale nella continuità e nell’approfondimento del sistema creato da suo padre, e a Paola Mendizábal Mardones, la cui pratica si è sviluppata tra Cile e Stati Uniti, integrando diversi contesti culturali ed espandendo gli ambiti della Biodanza. Questo intreccio di esperienze non è casuale: risponde alla necessità di pensare la pratica da una prospettiva situata e, allo stesso tempo, transnazionale.


In questo senso, il laboratorio non propone soltanto un’esperienza individuale, ma anche un gesto di articolazione comunitaria. In un contesto in cui la comunità di Biodanza è diffusa in diversi territori, diventa rilevante creare occasioni di incontro tra professionisti provenienti da varie parti del mondo. Intrecciare queste reti non è un obiettivo secondario, ma una conseguenza diretta del fondamento teorico stesso: se l’identità si rivela nella presenza dell’altro, anche le comunità si costituiscono e si rafforzano secondo la stessa logica dell’incontro.
La proposta si configura come uno spazio di incontro tra teoria ed esperienza, così come tra diverse traiettorie e territori. In questo senso, mira a riunire sguardi e pratiche in un unico campo di esplorazione.
Più che un esercizio concettuale, si presenta come un invito a vivere l’esperienza della presenza in modo concreto, incarnato e rigoroso, non solo come idea o discorso. Da qui si apre uno spazio per esplorare ciò che accade quando siamo realmente disponibili all’incontro, al corpo e all’istante presente, in presenza degli altri.
In questo senso, la proposta sostiene un’idea centrale: la presenza non è soltanto una possibilità tra le altre, ma una condizione fondamentale dell’esistenza umana, che si rivela e si approfondisce nella relazione con gli altri.


La redazione AIPOB

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